Turner Inspired: In the Light of Claude

Nato in Lorena nel 1600, Claude Gellée (1600- 1682) è considerato insieme a Nicolas Poussin, il maestro del genere del paesaggio ideale. Arrivato a Roma giovanissimo, va a bottega dal Cavalier d’Arpino (meglio noto come il maestro di Caravaggio) e da Agostino Tassi, paesaggista e apprezzato quadraturista, esperto di decorazione architettonica e autore dello stupro della pittrice Artemisia Gentileschi.

Una volta conclusa la sua formazione artistica, nel 1625 Claude torna in Francia. Ma il richiamo dell’Italia è  troppo forte e nel 1626 torna a Roma, dove si stabilisce in modo definitivo e dove si specializza nel genere del paesaggio. Un paesaggio dai toni nostalgici ed evocativi, popolato da luminose marine e dalle colline dolci della campagna romana talvolta animate da grandi architetture e piccole figure immerse in una natura serena e dominata da una luminosità intensa e dolce che tradisce l’interesse per Poussin e per i grandi classicisti del paesaggio classico bolognese, Annibale Carracci e Domenichino.

The Embarkation of the Queen of Sheba (1648), National Gallery
The Embarkation of the Queen of Sheba (1648), National Gallery

Nonostante fosse un francese che dipingeva paesaggi italiani, Claude era amatissimo dal pubblico inglese e già  nel 1820 oltre 300 dei sui dipinti erano presenti nelle collezioni inglesi, comprati dai giovanotti di ritorno dal Grand Tour. Certamente lo era da Turner che, paesaggista come Claude, scoppio’ in lacrime davanti ad un quadro del francese, poichè Claude aveva elevato la pittura di paesaggio a livelli impossibili da imitare. Questo non impedì al nostro Turner di provare ad imitare il francese comunque e con ostinata determinazione per tutta la sua carriera, nel tentativo di raggiungerlo, determinato com’era a provare agli occhi del mondo che la pittura inglese poteva rivaleggiare e persino superare in grandezza quella di un grande maestro del passato come Claude Lorrain.

Turner’s Dido building Carthage
JMW Turner, Dido building Carthage, or The Rise of the Carthaginian Empire, 1815

Tate Britain ha allestito una mostra molto simile nel 2009, Turner and the Masters che aveva messo a confronto oltre cento opere fra dipinti dell’artista inglese e quelli dei maestri che lo avevano ispirato. Certo, nulla si crea e nulla si distrugge, e questo è soprattutto per l’arte, poichè ogni artista è stato influenzato da qualcun altro e a sua volta influenzerà qualcun altro. Ma negli ultimi tre anni le mostre di questo tipo si sono susseguite a ruota, con Turner e Picasso in testa.
Detto questo, Turner Inspired: In the Light of Claude alla National Gallery è comunqe una gioia per gli occhi. Da vedere, senza chiedersi se una mostra del genere fosse necessaria – la risposta è no, non lo era, ma la bellezza di Claude e la potenza di Turner valgono da sole una mostra.

Londra//fino al 5 Giugno 2012

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